Femminismo, arte e linguaggio

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Re-Materialization of Language. 1978–2022
A cura di Cristiana Perrella, Vittoria Pavesi
NERO
Italiano, inglese e tedesco
2024

Il volume rappresenta il primo tentativo di ricostruzione filologica della seminale mostra Materializzazione del linguaggio del 1978, a cura di Mirella Bentivoglio e dedicata alle esplorazioni verbo-visive di ottanta artiste internazionali attraverso materiali e pratiche diverse, sia individuali che collettive.

Riconosciuta, dopo un lungo periodo di oblio, come punto di svolta nell'emergere istituzionale della creatività femminile e dell'arte femminista, Materializzazione del linguaggio è stata ripresentata come nuova mostra nel 2022, in occasione del centenario della nascita di Bentivoglio, Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano, e viene ora rimaterializzato in questa pubblicazione.

Con contributi visivi e testuali dei curatori ed editori Cristiana Perrella, Andrea Viliani e Vittoria Pavesi; degli artisti Tomaso Binga, Monica Bonvicini, BRACHA e Nora Turato, invitati a riattivare l'esposizione; della designer espositiva Matilde Cassani; Irma Boom, designer di libri; e i grafici dello Studio Mut, questa pubblicazione, come la mostra, naviga tra bi- e tri-dimensionalità, confondendo la distinzione tra opere d'arte e documenti, tra museo e archivio.
Disegnata da Irma Boom Office, la pubblicazione comprende anche un allestimento fotografico che mette in mostra le opere presentate nella mostra del 2022 presso la Fondazione Antonio Dalle Nogare di Bolzano.

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Tomaso Binga. Euforia
A cura di Eva Fabbris, Lilou Vidal, Stefania Zuliani con Anna Cuomo
Testi di Tomaso Binga, Eva Fabbris, Daria Khan, Quinn Latimer, Luca Lo Pinto, Lilou Vidal, Stefania Zuliani
Lenz press
Italiano e inglese
2024

Questa monografia esplora l'opera e l'attività artistica di Tomaso Binga attraverso un lessico specifico (Agorà, Biografie, Natura corporea della parola, Corrispondenze, Geografie, Valore vaginale), e presenta anche una selezione di poesie dell'artista.

Inserita nel linguaggio della poesia visiva e sonora, la pratica di Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli Menna, nata a Salerno nel 1931) si basa su un'ironica e acuta messa in discussione dell'idea di genere. Nel suo lavoro, questo tema non è solo un generatore di identità, ma anche un modo per guardare di nuovo ai ruoli sociali, ai diritti e alle opportunità tradizionalmente disponibili per le donne. La sua decisione di lavorare con uno pseudonimo maschile a partire dal 1971 aveva lo scopo di parodiare il privilegio maschile e di provocare una riflessione pungente sulla dimensione politica di ciò che significa essere una donna. Il suo atteggiamento è servito da marcatore chiave nell'ambito delle questioni di uguaglianza di genere al centro del dibattito che imperversa tra le giovani generazioni.